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#SEIWeTalk: a tu per tu con gli studenti SEI | Episodio 11

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Federica Semproni, 27 anni. Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica (Politecnico di Torino) con specializzazione in Strumentazione Medica. Attualmente studentessa PhD in BioRobotica, ricerca nell’ambito dei Soft Robots e Organi Artificiali, presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Nove mesi di esperienza nella ricerca a Boston (USA) presso il laboratorio di Motion Analysis dello Spaulding Rehabilitation Hospital, ospedale universitario per il programma di medicina fisica e riabilitazione della Harvard Medical School. Forte interesse per la ricerca e l’innovazione in ambito medico.

Come sei venuta a conoscenza dei programmi della SEI?

Sono venuta a conoscenza dei programmi della SEI tramite il Politecnico di Torino. Ho ricevuto una mail poco prima della mia Laurea Magistrale e ho deciso di partecipare per provare a mettermi subito in gioco e testare il terreno dell’imprenditoria. Non sapendo quale indirizzo dare alla mia carriera, ho provato la strada che più sembrava rappresentarmi: lavoro di squadra, creatività, ricerca e innovazione.

Di cosa si è occupato il tuo team durante SEI Inventor?

Il mio team ha lavorato a un progetto nell’ambito del digital-health con lo scopo di far convergere le tecnologie digitali con la salute. Abbiamo così progettato Bridge, una mobile app che vuole essere un supporto concreto per coloro che sospettino di aver contratto una Malattia Sessualmente Trasmissibile. L’intendo del gruppo era in primo luogo diffondere conoscenza, soprattutto tra i ragazzi più giovani, e in secondo luogo creare un ponte tra i pazienti e i medici, aiutando ad affrontare l’imbarazzo e il disagio inziale che nascono affrontando tale tematica. 

Com’è proseguito successivamente il lavoro del vostro gruppo?

A seguito del programma della SEI, abbiamo deciso di portare avanti la nostra idea per 2 motivi: la validità del progetto unito all’interesse mostrato da parte dei clinici e dei potenziali utenti, e, non meno importante, l’affiatamento del nostro gruppo. Subito dopo il programma abbiamo completato il proof of concept e siamo entrati in contatto con una professoressa del Politecnico di Torino, esperta in telemedicina. Abbiamo collaborato così con una tesista magistrale di Ingegneria Biomedica per l’implementazione del front-end dell’app e per la richiesta di collaborazione ai consultori e ai centri MST del territorio nazionale per la raccolta di dati utili per il funzionamento dell’app. Ad oggi, una seconda tesista sta collaborando con noi per il miglioramento dell’algoritmo di classificazione principale dell’app e parallelamente per la stesura finale del Business Plan.

Quali sono le cose più importanti che hai imparato con SEI?

Per me SEI ha avuto un ruolo fondamentale nella decisione della carriera da intraprendere a seguito della laurea. Ho infatti imparato a collaborare con un team di ragazzi con background molto differenti tra loro, in termini di suddivisione dei compiti, condivisione di conoscenza e esperienze personali. Ho imparato a portare un’idea avanti fin dall’inizio, cimentandomi e affrontando anche campi a me sconosciuti. Proprio a seguito di questa esperienza ho così deciso di intraprendere un dottorato di ricerca, per migliorare la mia formazione e per continuare l’esperienza di condivisione e ricerca verso l’innovazione. Grazie ai tutor del programma SEI ho capito come portare avanti le mie idee con entusiasmo, proporle a un gruppo, e lavorare in team in maniera efficiente ed efficace. 

Qual è il tuo rapporto, oggi, con il mondo imprenditoriale e come ti immagini nel prossimo futuro?

Sono entrata a contatto con il mondo imprenditoriale solo da un anno, e ho capito che ci sono tantissime cose che ancora non conosco. Ad oggi posso dire di essere rimasta colpita dalla possibilità che offre di spaziare in problemi e soluzioni di mondi completamente diversi, offrendo una crescita personale e professionale a tutto tondo. Non saprei quindi dire se nel mio futuro rimarrò esattamente in questo ambito, ma sicuramente continuerò a cercare un ambiente lavorativo che possa farmi altrettanto esprimere al 100%, che possa offrirmi ogni giorno input diversi anche in argomenti che non ho mai affrontato, che possa accogliere le idee per l’innovazione, e soprattutto dove non ci siano limiti a ciò che può essere sviluppato e progettato.

Consiglieresti un programma SEI a un’altra persona?

Assolutamente consiglio il programma SEI a tutti coloro che vogliono provare a mettersi in gioco con le proprie capacità e i propri limiti, proprio perché provando l’esperienza di gestire un progetto dall’inizio alla fine tra giovani studenti e ragazzi, si può imparare a sfoderare ognuno le migliori armi a disposizione verso l’obiettivo comune. Inoltre, si ha la possibilità di imparare ciò che spesso è ignoto a noi giovani riguardo all’imprenditoria e magari comprendere che può rappresentare la strada giusta per il proprio futuro. Infine, ma non meno importante, si può avere la fortuna di collaborare con persone diverse che hanno qualcosa da offrire e insegnare, sia a livello professionale che personale.

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